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L'enologia è la scienza che studia il vino e la sua produzione: dalla vendemmia alla bottiglia ne studia la microbiologia, la chimica e le caratteristiche sensoriali. Il nome deriva dal greco "oinos" (vino) e "logos" (studio). Le caratteristiche di un vino sono determinate essenzialmente da due fattori: il vitigno o i vitigni utilizzati per produrlo, ed il "terroir", vocabolo francese che non ha un corrispondente termine in italiano, e che indica l'insieme delle caratteristiche geologiche, fisiche e climatiche del territorio nel quale cresce la vite. Ogni vitigno possiede caratteristiche aromatiche tali da influenzare significativamente il vino che ne deriva. Il termine "terroir" comprende il tipo di terreno (calcareo, gessoso, ecc.), il numero di giorni di sole, l'umidità, la temperatura, e le condizioni ambientali in genere; ogni vitigno si adatta più o meno bene ad un "terroir", per cui il prodotto finale sarà influenzato anche da questa scelta. Perché il vino mantenga le proprie caratteristiche è importante che venga conservato in maniera adatta; in questo senso diventano fondamentali le caratteristiche che deve avere la cantina ideale. La degustazione infine è l'insieme delle tecniche elaborate per poter gustare al meglio un vino e valutarne in maniera per quanto possibile oggettiva le caratteristiche organolettiche.

vino

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Il vino si adegua alle nuove esigenze del turista da www.agroalimentarenews.com - 23 / 05 / 2009 Roma - Il turismo del vino cambia e si trasforma in tanti modi diversi di vivere l'approccio con il mondo enologico. In un panorama generale dove le richieste dei viaggiatori sono sempre più specifiche e precise, anche il turismo del vino - nato poco più di dieci anni fa - si trasforma adeguandosi alle nuove esigenze. Questa è la principale novità emersa dal convegno "Il turismo del vino in vetrina" che ha avuto luogo oggi a Siena, all'interno delle "Settimane dei vini" organizzata dall'Enoteca Italiana con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Cantine come alberghi 5 stelle e città del vino simili a destinazioni esclusive come Porto Cervo o Aspen. Cantine per gruppi e città del vino per turismo di massa, ecco come cambiano le destinazioni del vino adattandosi a un turismo sempre più segmentato: l'amante del lusso spesso straniero, il super esperto, l'appassionato e il semplice curioso. Un parterre di relatori di tutto rispetto per capire l'evoluzione di un segmento del turismo strategico per l'economia italiana e meno toccato di altri dalla crisi globale. Il convegno è stato aperto da Claudio Galletti, Presidente dell'Enoteca Italiana e da Chiara Lungarotti del Movimento Turismo del Vino. Hanno presentato gli esiti di due azioni strategiche relativamente alla certificazione dell'accoglienza in cantina già effettuata in Toscana, Umbria e Lazio, e dei piani regolatori del vino che mirano a risolvere in modo omogeneo le problematiche sociali, economiche e urbanistiche dei distretti enologici. "è il come viene accolto il visitatore che è fondamentale", ha spiegato Chiara Lungarotti presidente del Movimento Turismo del Vino, sottolineando l'esigenza di imporre gli standard di qualità."Nei prossimi due anni - ha aggiunto - abbiamo intenzione di certificare tutte le nostre associate d'Italia. Un progetto ambizioso necessario per permettere alle aziende di offrire un qualcosa in più per dire: li' potete trovare davvero un'accoglienza con i fiocchi".Da Donatella Cinelli Colombini, ideatrice di "Cantine aperte" e autore di due manuali sul turismo del vino arrivano le informazioni più specifiche sulla nuova segmentazione dell'offerta e della domanda di enoturismo.

I 4 target in cui è possibile dividere i turisti del vino: amanti del lusso, super esteri, turisti del vino e turisti per caso danno origine a tre tipologie di cantine aperte al pubblico. Ci sono le cattedrali di cui fanno parte le cantine d'autore che in Italia portano la firma di Renzo Piano, Gae Aulenti e Piero Sartogo, le cantine con identità forte cioè gli scrigni dei grandi produttori dove bussano i super esperti, le cantine classiche che proliferano imitandosi una con l'altra e le funzionali, dove domina la tecnica. L'analisi porta a 4 identikit di turisti del vino. Un esame che riserva molte conferme e qualche sorpresa: l'amante del lusso è quasi sempre straniero e adora le cantine famose e aristocratiche, il super esperto aspira a un numero illimitato di degustazioni in anteprima o di antiquariato. Meno ossessionato dal bisogno di collezionare cantine, il normale turista del vino coltiva il suo interesse con corsi, letture e assaggi, infine il turista per caso vede la tecnologia enologica come un elemento fortemente negativo. A conclusione dei lavori, Eugenio Magnani Direttore Generale Enit (agenzia nazionale del turismo) ha disegnando il quadro d'insieme dell'enoturismo. è un comparto che accresce la sua importanza ogni anno e prende caratteri propri staccandosi dagli altri turismi, soprattutto è un segmento che tiene nonostante la crisi e anzi accetta la sfida con i competitori esteri rinnovandosi e qualificandosi costantemente.

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